ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

AL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

AL CAPO DELLO STATO

 

AL PARLAMENTO EUROPEO
1) Abrogazione della Carcerazione Preventiva da sostituire con misure alternative, per tutti i reati  tranne che si è in presenza di flagranza del reato, per i reati di mafia, terrorismo, reati contro il patrimonio, reati contro la persona, corruzione.
Oggi la Carcerazione Preventiva, costituisce un potere assoluto spesso utilizzato ad orologeria per motivi di risentimento e vendetta personale,  da parte di Pubblici Ministeri e Giudici delle Indagini Preliminari “compiacenti” , spesso appartenenti alle stesse  correnti politiche della Magistratura, quindi in grado di “appartenenza” , che formano “cordate” per colpire il proprio ritenuto  avversario anche politico, con Giustizia spettacolo da parte di questi personaggi presenzialisti sulla stampa. Le Carceri Italiani sono piene di cittadini in attesa di Giudizio che vivono in violazione dei Diritti Umani e della Dignità Umana, piu’ volte sanzionata dal Parlamento Europeo,  aggravata tale situazione dalla lungaggine voluta dei Processi e dalla voluta burocratizzazione del Processo Penale da parte di Giudici “assenteisti” che sono tenuti a lavorare anche il Sabato e la Domenica, essendo che l’Amministrazione della Giustizia, come la Sicurezza dei Cittadini non puo’ avere periodi di “fermo” essendo una necessità Sociale Assoluta. La situazione della Giustizia Italiana è la stessa vergognosa di 50 anni fa quando fu’ girato l’eloquente Film con Alberto Sordi DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO.
2) Separazione delle Carriere con Concorsi di reclutamento distinti, tra Magistrati Inquirenti e Magistrati Giudicanti. Quest’ultimi devono poter accedere tramite titoli a concorso pubblico per il singolo collegio e singolo grado di giudizio senza progressione di carriera per i gradi di giudizio successivi.
Oggi un Magistrato inizia la propria carriera spesso da Sostituto Procuratore, poi promosso a Giudice delle Indagini Preliminari, poi Promosso a Giudice di Tribunale e successivamente di Corte di Appello e di Cassazione. Questo sistema, fa in modo che il Magistrato ha una “Forma Mentis” non adatta al singolo incarico ricoperto, in quanto si porta dietro la eredità della propria pregressa carriera anche quando passa dalla fase inquirente a quella giudicante, che rimane “viziata” da non imparzialità nel giudicare.

 

E’ necessario che si indichino  dei Singoli Concorsi e per i Singoli Collegi e Singoli Gradi di Giudizio, senza progressione di Carriera. Un Pubblico Ministero finisce la sua carriera da Pubblico Ministero. Un Giudice di Tribunale eletto da Pubblico Concorso finisce la sua carriera da Giudice di Tribunale e cosi’ via. Cosi’ si eliminano le “storture” giudiziarie secondo le quali, un Magistrato per fare carriera, e passare al grado successivo, si predispone in maniera negativa nei confronti dell’imputato spesso condannato per ragioni carrieristiche del magistrato stesso e si garantirebbe cosi’  la piena “autonomia” dei singoli gradi di Giudizio, scollegati tra di loro da parte dei Magistrati che compongono i singoli collegi.
3) Responsabilità personale, civile e penale da parte del magistrato che commette un errore giudiziario o un abuso della propria professione;
Oggi gli unici professionisti a non pagare degli errori gravi commessi, sono i Magistrati raccolti in “casta” e coperti dal Potere Politico degli ultimi 50 anni, che non ha il coraggio di una vera Riforma della Giustizia.

 

Questi signori Magistrati hanno il potere di rovinare la vita ad un cittadino definitivamente, togliendogli impunemente la propria libertà personale, distruggendo la propria vita personale e familiare, e la propria dignità di uomo. In caso di errore, il singolo magistrato deve risarcire di tasca propria la persona danneggiata, e lo Stato che è tenuto a costituirsi parte civile contro il Magistrato che ha sbagliato deve schierarsi dalla parte del Cittadino, Costituzionalmente garantito, e non come accade oggi dalla parte del Magistrato che ha sbagliato. Infine in caso di reiterati errori del singolo Magistrato, quest’ultimo deve essere allontanato dalla Magistratura, ovvero impedirgli di continuare a nuocere con la propria INCOMPETENZA E ARROGANZA.
4)  Divieto da parte della Magistratura di avere qualsiasi rapporto con la Stampa, Televisiva, che Cartacea che via Web, sia prima che durante che dopo il Processo penale; i Mass Media possono trattare i singoli casi penali solo dopo la Sentenza definitiva e fuori dai casi in cui è presente una richiesta di revisione Processuale. Tanto in quanto il Cittadino è considerato Costituzionalmente “INNOCENTE”  sino a Sentenza Definitiva.
Oggi i Processi Penali, ancora prima della loro risoluzione definitiva, vengono svolti in “televisione” o sui giornali o sul Web, con grave inquinamento della Società Civile e dei Magistrati Giudicanti che spesso si determinano a secondo dell’orientamento della stessa Società Civile sul singolo Caso Giudiziario.  Sin dalle Carcerazioni Preventive, le Procure, in Violazione del Segreto Istruttorio, effettuano “Conferenze Stampa” al solo fine di spettacolarizzare la Giustizia e la loro persona agli occhi dei Cittadini, al fine di “illudere” quest’ultimi che la Giustizia funzionerebbe, quando al contrario è un vero disastro. Oggi le inchieste Giudiziarie sono al 90 % pilotate da dichiarazioni dei cosiddetti “pentiti” che sono ritornati  alla ribalta e che permettono “Maxi Inchieste” poi spesso sfociate in Assoluzioni di Massa.

 

Il Caso “”Tortora”  ed altri casi clamorosi e non, sulla manipolazione dei Pentiti è ritornato prepotentemente ad occupare un posto importante nel Processo Penale. I Magistrati che li eseguono, passano di li a poco, grazie alla notorietà acquisita nel Potere Politico come Candidati Politici. Oggi il Parlamento Italiano è pieno di Ex Magistrati.

 

5) Abrogazione delle Correnti Politiche esistenti nella Magistratura.
Nella Magistratura come nelle Forze di Polizia, deve essere abiurata ogni forma di “Appartenenza Politica”  pena l’Autonomia della magistratura voluta dai Padri Costituenti. Le cosiddette correnti Politiche, tanto spiegate dall’ex. P.M. Luca PALAMARA, che con coraggio li ha denunciati e resi pubblici, costituiscono una vera “vergogna nazionale” e minano alla base i principi cardine dell’Autonomia della Magistratura che spesso agisce per motivi di appartenenza Politica, con la conseguenza che  tutti o quasi  i  provvedimenti giudiziari emessi, di ogni ordine e grado risultano  “VIZIATI” da inquinamento Politico e Non Imparzialità del Giudice ed andrebbero tutti rivisti.
6) Istituzione di una Giuria nel Processo Penale, composta da almeno 20 Membri della Società Civile, che possa valutare la innocenza o la colpevolezza dell’imputato, lasciando al Giudice la sola emissione della relativa Sentenza di Assoluzione o Condanna.
Nel Processo Penale, oggi a decidere della assoluzione o condanna di un imputato è solo un Giudice o al massimo 3/5 Giudici, dei gradi superiori, i quali se appartengono alla stessa “corrente “ politica e provengono dalla stessa “cordata” come spiegato dal P.M. Antimafia NINO DI MATTEO, emettono provvedimenti “VIZIATI” da Incompetenza, Protagonismo, Senso di Impunità, Vendetta Politica o Personale.

 

E’ quindi necessario che nel Sistema Giudiziario Italiano venga istituita una Giuria come nel Sistema Giudiziario Americano, affinché PIU’ MENTI tratti dalla Società Civile, possano emettere il verdetto di Colpevolezza o Innocenza, ovvero quest’ultimo non lasciato alla singola volontà del singolo giudice non imparziale, il quale è tenuto solo dopo il VERDETTO a stabilire la Sentenza di Assoluzione o di Condanna. Tanto in quanto la Giustizia si esercita IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, e quindi sia una rappresentanza del Popolo Italiano di diversa estrazione sociale, ad emettere un Verdetto, e non un singolo Magistrato magari esecutore di ordini Politici per sovvertire lo Stato Democratico ed in vincolo di appartenenza alla Massoneria, a Correnti Politiche o ad altro di eversivo dell’Ordine Costituzionale. La vicenda cosiddetta di “Mani Pulite” è la prova come un Magistrato possa “spazzare via” decine di Partiti Politici con Storia centenaria, che hanno contribuito alla ricostruzione della Nazione dopo il Conflitto Mondiale, e sostituirli con la sua persona o partiti politici di “magistrati” . Il Riferimento all’ex P.M. Antonio DI PIETRO è puramente voluto.

 

7) Istituzione dell’Istituto della Revisione Processuale, distinto dai Collegi Giudicanti di primo, secondo e terzo grado di Giudizio, Istituto composto da Giuristi e Specialisti del Diritto estratti dalla Società Civile che possa giudicare Super Partes e in piena Autonomia, sui casi di Revisione Processuale presentata dal Condannato.
Nel nostro Paese, di fatto NON esistono i tre gradi di Giudizio voluti dai Padri Costituenti. Il Giudice delle Indagini Preliminari che dovrebbe di fatto fare da “filtro” nel processo Penale, in realtà NON esiste, perché totalmente asservito al P.M. a cui fa riferimento in “cordata”. Ne è prova che in ogni Processo nel 99% dei Casi vi è un RINVIO A GIUDIZIO da parte del GIP, oggi Istituto assolutamente INUTILE. Il Primo Grado di Giudizio, espletato innanzi ad un Tribunale, è spesso “viziato” dal fatto che l’imputato abbia o meno scontato un periodo in “carcerazione preventiva”. In tal caso nel 99% dei Casi il Tribunale emetterà una Sentenza di Condanna, per “giustificare” la carcerazione sofferta” ed evitare risarcimenti al malcapitato e condanne dell’Opinione Pubblica e del Parlamento Europeo. Un Cittadino preventivamente “arrestato” quindi DEVE essere CONDANNATO ad ogni costo. La Corte di Appello nel nostro Paese, è composta da ex Magistrati provenienti dai Tribunali e con questi ancora in contatto. Nel 99% dei Casi la Corte di Appello si limita a “ridurre” la pena già erogata dal Tribunale di Primo grado, e tanto in linea di “casta” per non sminuire l’operato della Magistratura tutta che opera con un Sistema “UNITARIO “ e “COMPATTO” e non affatto autonomo nei tre gradi di Giudizio. Il terzo grado di Giudizio innanzi alla Cassazione, dovrebbe essere il grado piu’ importante, in quanto il caso verrebbe finalmente valutato da Giudici ritenuti” esperti” del Diritto.

 

Cosi’ NON E’ .

 

La Cassazione NON ESISTE, ne è prova che il 99% dei Ricorsi viene quasi da subito dichiarato INMISSIBILE e quando si ha la fortuna o la possibilità economica di arrivare a Sentenza, questa è sempre VIZIATA da protagonismi personali, politici e di appartenenza. L’esempio del Caso cui  Processi Politici a Silvio BERLUSCONI, Matteo SALVINI, Matteo RENZI, Clemente MASTELLA e tantissimi altri noti e non noti è puramente voluto.

 

Con tale sistema “corrotto” centinaia di cittadini INNOCENTI sono stati dichiarati colpevoli pur in presenza di quel RAGIONEVOLE DUBBIO che impone ai Giudici una Sentenza di ASSOLUZIONE.

 

In caso il condannato, innocente, propone REVISIONE al suo processo, questi viene esaminata dalla Corte di Appello che lo ha condannato, quindi dagli stessi Giudici dell’errore, che non ammeteranno MAI i loro errori. Ne è prova che il 100 % delle Richieste di Revisione Processuale pur in presenza di “nuove” prove, viene puntualmente RIGETTATA DALLE CORTI D’ APPELLO E DALLA CASSAZIONE.

 

Cosi’ come in caso ri richiesto risarcimento per ingiusta detenzione, le Corti di Appello spesso RIGETTANO le Istanze con cavilli burocratici.

 

I GIUDICI SBAGLIANO E GLI STESSI GIUDICI NEGANO I RISARCIMENTI !

 

E’ quindi necessario istituire un Organismo “esterno” agli apparati “inquinati” dell’odierna Magistratura, Organismo costituito da Giuristi di fama ed esperienza nazionale ed Internazionale, che possa in maniera Autonoma valutare la REVISIONE della Sentenza ritenuta VIZIATA. Non quindi un quarto grado di Giudizio, ma l’esatta valutazione dell’Istituto della REVISIONE PROCESSUALE.
8) Revisione degli Istituti Penitenziari, affinchè ogni condannato possa scontare la propria pena in piena dignità umana, propedeutica alla propria  “rieducazione”  ed al  re-inserimento nella Società Civile del condannato come prevede la Costituzione.
La Costituzione della Repubblica Italiana, stabilisce che sono vietate “pene” che minano la Dignità Umana  con divieto di ogni forma di “Tortura”. Oggi com’è noto per l’abuso della Carcerazione Preventiva, le Carceri Italiane sono sovraffollate da Detenuti spesso in attesa di Giudizio, che vivono in modo INUMANO in celle di pochi metri quadri sovraffollate. L’Istituto della “rieducazione” è inesistente.

 

Tale situazione costituisce una violazione della Dignità Umana e una Forma di Tortura di cui piu’ volte lo Stato Italiano è stato sanzionato dal Parlamento europeo. Ne è prova che i Suicidi nelle Carceri sono tantissimi.

 

E’ quindi necessario attraverso l’abolizione della carcerazione preventiva, che le carceri vengano da subito svuotate dai Detenuti in attesa di Giudizio, che possono essere controllati con sistemi alternativi al Carcere. E’ altresì necessario adeguare gli odierni  Istituti Penitenziari a Misura d’Uomo, per il rispetto della Dignità Umana e fuori da ogni tipo di Tortura Fisica e Psicologica. Anche la Polizia Penitenziaria soffre di questo stato di cose, ed arranca nel proprio lavoro quotidiano che sfocia in conflitti sociali e violenti tra detenuti e guardie penitenziarie. Non ha caso l’attenzione del Santo Padre è spesso rivolta verso i Detenuti.
9) Cancellazione dei Precedenti Penali dal Certificato del Casellario Giudiziale, ottenuta la RIABILITAZIONE, affinchè ogni Cittadino, scontata la propria pena possa continuare la propria vita senza “pregiudizi”, a vita, oggi esistenti.
Scontata la pena, ed acquistata la RIABILITAZIONE ogni cittadino ha il diritto di svolgere la propria vita in maniera uguale alla restante popolazione senza alcun pregiudizio di sorta, per il suo reinserimento pieno nella società civile e per vietare il “reiterarsi” dei reati commessi.

 

Purtroppo l’iscrizione “A VITA” dei propri reati commessi, anche dopo la RIABILITAZIONE, nel Certificato Penale, richiesto in ogni circostanza, vieta ad ogni cittadino la piena riacquistata propria dignità sociale, e lo proietta in “pregiudizi” che gli vietano spesso di trovare lavoro, di reinserirsi nella società portandolo spesso alla disperazione ed a scegliere quale unica strada per la sua sopravvivenza quella del reiterarsi dei fenomeni criminosi commessi.

 

E’ quindi obbligo dello Sato come sancisce la Costituzione, eliminare ogni ostacolo affinché un cittadino RIABILITATO, possa proseguire la propria vita al pari degli altri cittadini.

 

Ciò non è possibile, in quanto la presenza nel certificato penale dei reati commessi, lo proietta A VITA ad essere considerato un “essere da evitare” e mina alla base i principi Costituzionali voluti dai Padri Costituenti.

 

I precedenti penali di ogni cittadino devono essere custodite solo negli archivi degli Organismi di Polizia utili solo per future indagini eventuali e collegate.
10) Autonomia delle Sezioni di Polizia Giudiziaria dalle Procure, poste a disposizione anche della Difesa, nella ricerca della verità attraverso Indagini richieste anche dalla Difesa.
Spesso le Indagini di Polizia Giudiziaria per l’accertamento della verità sono INESISTENTI, anche per la INCAPACITA’ degli organismi di Polizia Giudiziaria, totalmente “asserviti” per ottenuta “raccomandazione” al volere dei Pubblici Ministeri che li richiedono personalmente ai Comandi di Polizia su loro scelta, uomini spesso totalmente INCOMPETENTI nello svolgere le indagini.  Il Processo Penale prevede anche le Indagini “difensive” pero’ oggi solo delegate all’Avvocato Difensore che non ha lo stesso potere che invece viene delegato alla Polizia Giudiziaria. Si pensi alle intercettazioni telefoniche, che possono essere richieste solo dal Pubblico Ministero e non anche dai Difensori dell’imputato.

 

Nella consapevolezza che la prova nel Processo penale si forma nel dibattimento, è necessario che la Polizia Giudiziaria svolga un ruolo “terzo” ed autonomo, ovvero a favore dell’Accusa e della Difesa, affinchè nel dibattimento atto alla ricerca della VERITA’ PROCESSUALE,  possano essere presentate ALLA PARI sia le ritenute prove dell’Accusa rappresentata dal Pubblico Ministero e sia le ritenute prove della DIFESA, il tutto raccolte anche da parte della Polizia Giudiziaria che deve essere delegata a cio’, ovvero non agire come avviene oggi, a “senso unico” a solo favore del Pubblico Ministero.