20 ANNI IN CARCERE DA INNOCENTE

LO STATO E I MAGISTRATI SI SCUSINO PUBBLICAMENTE.
CENTINAIA DI INNOCENTI ANCORA IN CARCERE.

Continuo a chiedere con determinazione di poter incontrare il magistrato, già Presidente della Corte d’Assise, che mi ha condannato a 21 anni di reclusione. Una condanna che, a seguito della revisione del processo, è stata definitivamente smentita, riconoscendo la mia innocenza.

Non smetterò di chiedere un confronto pubblico. Continuerò a farlo fino a quando non mi sarà data la possibilità di confrontarmi con chi pronunciò quella sentenza, affinché possa spiegare come sia stato possibile che un innocente abbia subito una simile ingiustizia.

La revisione del processo ha restituito la verità giudiziaria dopo 21 anni. Tuttavia, quella verità deve essere riconosciuta anche sul piano morale e pubblico. Non è accettabile che, nonostante una decisione definitiva, ci sia ancora chi continua a indicarmi come colpevole.

Ciò che mi amareggia profondamente è sentire persone che non conoscono il contenuto degli atti processuali, che non hanno letto le sentenze e che, ciononostante, si permettono di esprimere giudizi sulla mia vicenda. Alcuni appartengono persino alle forze dell’ordine. Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere il primo a rispettare le decisioni definitive della magistratura.

La revisione del processo ha accertato la mia innocenza, ponendo fine a una condanna che ha segnato oltre vent’anni della mia vita. È un fatto giuridico che merita rispetto e che nessuno dovrebbe mettere in discussione sulla base di opinioni, pregiudizi o addirittura per antipatie personali. Questa è diffamazione.

Non cerco vendette. Chiedo soltanto rispetto per la verità accertata dalla giustizia e il diritto a un confronto pubblico con chi mi ha condannato. Continuerò a chiederlo con determinazione fino a quando la mia voce sarà ascoltata e la mia dignità sarà pienamente restituita.